Sexting e adolescenti: quali pericoli?

11/02/2015

L’esplorazione del sesso, oggi, tra gli adolescenti, avviene per lo più online. Il cambiamento culturale riguardante la sperimentazione della sessualità viene attuato attraverso i Social Media e la nuova tecnologia: Photoshop, ma anche tecnologie in 3D, come una moltitudine di applicazioni relative alla fotografia, sono parte di questa trasformazione relativa al corpo e alla sessualità.

Il sexting prevede l’invio e la condivisione di immagini, video ed sms a sfondo sessuale attraverso l’uso dello smartphone e/o del pc. Questo significa che una fotografia, un messaggio o un video non rimangono nella sfera privata ma possono essere disseminati anche in quella pubblica: il cosiddetto “effetto moltiplicatore” di Internet è ben evidente. Ogni sms, foto e video condivisi possono essere visti da milioni di persone!

Il sexting è in crescita tra i più giovani, gli adolescenti, ed è stato associato ai sintomi della depressione, dell’impulsività e dell’abuso di sostanze, oltre che a comportamenti sessuali a rischio. Anche i rischi legati alla pornografia sono stati collegati al sexting, come il grooming, ossia l’adescamento online e i pericoli concernenti l’abuso sessuale da parte di malintenzionati e pedofili.

Le conseguenze della vittimizzazione online sono traumatiche soprattutto per un minore che viene manipolato per lungo tempo da un adulto attraverso identità fake (false) che spesso comprendono l’utilizzo di avatars e/o nicknames e anche il nome di rappresentanti di alcune società (managers, direttori).

Ma i pericoli legati a questo fenomeno includono: cyberbullismo e rischi legati alla propria reputazione. In alcuni casi, il sexting ha anche portato al suicidio, come nel caso di Jesse Logan, 18 anni, che si è tolta la vita nel 2008 a causa di una fotografia intima inviata al fidanzato e mostrata da questo a tutta la scuola