Reati domestici

15/05/2014

Negli ultimi anni, i casi di violenza e di assassini tra le mura domestiche sono aumentati. Spesso, non sembra esserci alcuna situazione di disagio familiare o di conflitto particolarmente grave. Le vittime più colpite sono donne, bambini e persone anziane.

A volte, nella storia degli autori o delle autrici dei reati non vi sono tratti psicopatologici che possono giustificare la violenza messa in atto. In altri casi, non tutti gli autori o le autrici dei reati riportano gli stessi livelli di psicopatologia. Ma un dato è certo: spesso dietro ad atti così violenti, si nascondono abusi sessuali e/o fisici subiti durante l’infanzia o l’adolescenza. Infatti, molte ricerche indicano come il fatto di aver subito, da bambino, un’esperienza di abuso fisico, sia spesso associata a problemi comportamentali, emotivi, sociali e delinquenziali nell’età adulta. Gli effetti a lungo termine, cioè che continuano nell’età adulta, comprendono: traumi, comportamenti antisociali, uso di sostanze stupefacenti, violenza verso il partner.

La violenza tra le mura domestiche può essere ripetitiva, recidiva e svolgersi per un lungo periodo di tempo (anche anni), senza che la vittima denunci ciò che ha subito, ma rimanendo sola e indifesa.

Tra i fattori di vulnerabilità individuati nelle vittime vi sono:

– dipendenza totale nei confronti del partner

– isolamento sociale

– non conoscenza della legge

– basso livello di scolarizzazione

– figli (talvolta numerosi) in tenera età

– pressione della famiglia

– mancanza di Reti di supporto sociale e psicologico

 

Invece è fondamentale per la vittima , oltre che denunciare i fatti a chi di competenza, anche crearsi una rete sociale e/o di sostegno, importante per il supporto psicologico ed emotivo.