Cyberbullismo e cybervittime

18/10/2013

Il cyberbullismo è un fenomeno che fa parte del crimine informatico. Nel cyberbullismo vengono denominate tutte quelle azioni aggressive ed intenzionali, eseguite persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, mms, foto, video clip, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, chiamate telefoniche), da una persona singola o da un gruppo, con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi. Infatti, il cyberbullismo è un fenomeno nato negli ultimi anni soprattutto tra gli adolescenti.

Il termine cyberbullying è stato coniato da Bill Belsey (2004) secondo cui il cyberbullismo implica l’uso di informazioni e comunicazioni tecnologiche a sostegno di un comportamento intenzionalmente ripetitivo ed ostile di un individuo o un gruppo di individui che intende danneggiare uno o più soggetti. Altri autori hanno definito il cyberbullismo (Smith et al., 2008) come: un atto intenzionale ed aggressivo portato avanti da un individuo o un gruppo di individui, usando mezzi di comunicazione elettronici, in modo ripetitivo e duraturo nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi. Willard (2004), invece, definisce il cyberbullismo come: l’atto di inviare o spedire messaggi o immagini crudeli o dannose usando Internet o altri strumenti di comunicazione digitale.

I tassi di prevalenza del cyberbullismo, esaminati in diversi studi, tendono a variare fortemente da un Paese all’altro, in parte a causa di una diversa operatività e differenti misure adottate (Tokunaga, 2010). Nonostante i tassi di prevalenza tra i Paesi siano difficili da confrontare, la ricerca ha chiaramente stabilito che il cyberbullismo è un problema diffuso in tutto il Mondo.

Alcune ricerche indicano una correlazione tra bullismo e cyberbullismo, e quindi il rischio di diventare una cybervittima. La cyber-vittimizzazione può essere particolarmente dannosa per le vittime, per diversi motivi. A differenza delle vittime di bullismo, le quali posso sfuggire al tormento del bullo quando quest’ultimo viene rimosso dalla scuola o da altri luoghi di aggregazione sociale, il pericolo di aggressione per le cyber-vittime è più esteso, in quanto è attuato attraverso personal computer o telefoni cellulari. In secondo luogo, i cyberbulli possono essere più “volatili” a causa dell’ anonimato. In terzo luogo, attraverso Internet, i cyberbulli hanno la possibilità di perseguitare un maggior numero di persone.

Dalla letteratura si osserva che l’età delle vittime di cyberbullismo, di solito, va dai 12 ai 18 anni. (ad esempio Lenhart, 2007). Come nella prevaricazione messa in atto da parte del cyberbullo, non vi è però un consenso circa l’età in cui il cyberbullismo raggiunge i suoi picchi di vittimizzazione. Tuttavia, diversi studi hanno trovato che la vittimizzazione inizia ad aumentare nella prima adolescenza e diminuisce intorno ai 16 o 17 anni (Hinduja e Patchin, 2008 & 2009; Ybarra e Mitchell, 2004).

Anche i risultati sulle differenze di genere nella cyber-vittimizzazione sono contrastanti: la maggior parte della letteratura suggerisce che le ragazze, spesso, sono le maggiori vittime di cyberbullismo (ad esempio Hinduja e Patchin, 2008; Kowalski e Limber, 2007;). Invece, altri studi suggeriscono che il rischio di cadere vittima di cyberbullismo è più elevato per i maschi (ad es Erdur Baker, 2010).

 

Le vittime passano più tempo on-line rispetto ai loro coetanei (Hinduja e Patchin, 2008; Juvonen e Gross, 2008; Lenhart, 2007; Livingstone e Haddon, 2009; Smith et al. 2008;). Inoltre, i giovani che fanno uso di applicazioni Internet che hanno lo scopo di comunicare con gli altri, hanno un rischio maggiore di diventare una vittima, rispetto ai loro coetanei (ad esempio Lenhart, 2007).

Diversi ricercatori tra cui Brown et al. (2006) e Campbell (2005) hanno osservato che alcune caratteristiche del cyberbullismo hanno conseguenze psicologiche maggiori e più gravi di quelle trovate nel bullismo tradizionale. Nel complesso, cyberbullismo e bullismo tradizionale sembrano avere impatti negativi sostanzialmente simili; ma alcune caratteristiche del cyberbullismo, come l’anonimato, la mancanza di un rifugio sicuro, e l’imbarazzo a causa del numero potenzialmente elevato di pubblico, può rendere l’impatto del cyberbullismo più forte.

 

La cybervictimization (ossia l’essere vittima di cyberbullismo) è spesso associati a problemi psichiatrici e psicosomatici e colpiscono sia i cyberbulli che le vittime. Ciò implica la necessità di nuove strategie di prevenzione e di intervento. Oltre a programmi anticyberbullismo a scuola, vi è la necessità di creare maggiore vigilanza che preveda norme chiare e coerenti per affrontare il problema. Anche i medici che lavorano nei servizi di salute mentale dovrebbero essere consapevoli che il cyberbullismo è potenzialmente traumatizzante. Questionari e domande sul cyberbullismo dovrebbero essere inclusi nella valutazione della salute mentale degli adolescenti. I rapidi cambiamenti tecnologici, l’anonimato del colpevole, e un potenziale elevato pubblico rendono il cyberbullismo più complicato del bullismo tradizionale. Il cyerbullismo è un fenomeno in crescita, con la diffusione dei computer in rete e dei telefoni cellulari tra i bambini e gli adolescenti. Pertanto, i responsabili politici, gli educatori, i genitori e gli adolescenti stessi devono essere consapevoli degli effetti potenzialmente nocivi del cyberbullismo.