Cutting and Burning, ovvero tagliarsi e bruciarsi

05/06/2014

Tagliarsi e bruciarsi sono atti autolesionistici, ovvero si attacca il proprio corpo brutalmente, per sparire, evadere dal dolore, per contenere una sofferenza troppo forte, per non sentire il disagio. Spesso viene segnalata un’incapacità a resistere all’impulso distruttivo che fa passare subito all’atto, provando gratificazione e/o sollievo.

L’obiettivo non è morire, ma sentirsi vivi.

In questo disagio possono coesistere sintomi depressivi e pensieri legati al suicidio. Spesso vi è la necessità di scaricare le proprie ansie e quindi si ci fa del male per placare momentaneamente il dolore interiore.

Gli atti autolesionistici sono diffusi soprattutto nell’età adolescenziale e di solito le famiglie si trovano impreparate ad affrontare il problema. Alcuni segnali a cui, invece, dovrebbero porre attenzione comprendono:

– segni e/o bruciature

– ferite che si protraggono per troppo tempo

– ripetute macchie di sangue sui vestiti

– uso di pantaloni e camicie a maniche lunghe anche in estate

– possesso di rasoi, coltelli, aghi

– isolamento relazionale

 

Un percorso di terapia breve psicologica può aiutare l’adolescente a gestire in modo più adeguato le emozioni negative, a sviluppare una maggiore tolleranza nei confronti dello stress e a manifestare il proprio disagio interiore, senza vergogna e senza paura. Dall’altra parte, l’aiuto dello psicologo rivolto ai genitori è un importante fattore di sostegno emotivo, empatico e di ascolto e, in ultima analisi, lavora sulla qualità della relazione familare.