Bulli e terapia

16/02/2016

La consulenza psicologica con i bulli e/o cyberbulli prevede incontri bimensili (e su richiesta settimanali) per circa 1 anno. Si tratta di adolescenti (spesso e volentieri sono maschi, ma comunque vi è anche un’utenza femminile, seppur in minoranza), con età tra i 13 e i 19 anni, che sono inviati dalla Scuola o dalla famiglia.

Prima di tutto, è necessario lavorare molto sulla loro motivazione al cambiamento che spesso e volentieri risulta fragile e impoverita di risorse personali. Per tale motivo ritengo fondamentale, favorire un lavoro d’équipe con le reti sociali come la Scuola e altre strutture educative, con le quali il giovane è in contatto. Naturalmente sono previsti colloqui anche con i genitori e il minore.

L’ostacolo principale è quello di far comprendere al bullo la pericolosità dei suoi atti: spesso non li vede, tende a minimizzare le azioni compiute e non si rende conto della gravità che i suoi comportamenti provocano sulle vittime.

Una paura che viene manifestata da parte di questi ragazzi riguarda il confronto con il proprio vuoto interiore: faticano a guardarsi dentro, spesso mancano di empatia e in alcune circostanze, più gravi, si osservano anche vissuti depressivi connotati soprattutto da immagini mentali che rimandano alla morte, intesa come disprezzo del presente e della vita.

I ragazzi più grandi (17-19 anni) possono presentare anche problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti e all’abuso di alcool. Anche la dipendenza dal sesso, soprattutto quello virtuale, è un altro aspetto che ho ritrovato soprattutto tra i maschi.

Alcune delle difese messe in atto nella terapia da parte dei bulli (maschi) riguardano principalmente:

– L’idealizzazione della forza e della potenza del corpo maschile, che viene percepito come qualcosa di onnipotente: ciò spiega la disparità dei ruoli (bullo-vittima), sia nel bullismo che nel cyberbullismo. Nel bullismo, il prevaricatore, rispetto alla vittima, ha più potere fisico e perciò si sente in qualche modo autorizzato a far del male a chi è più debole di lui. Nel cyberbullismo, il prevaricatore ha di solito più competenze tecniche riguardo al mondo virtuale e perciò gioca questa strategia denigrando la vittima e pensando di non poter venir mai rintracciato. E’ difficile “smontare” queste credenze nel bullo, ci vuole tempo, pazienza e soprattutto bisogna lavorare sulla motivazione al cambiamento

– La svalutazione del più debole, che può essere rappresentato dal sesso femminile, dagli omosessuali, da compagni/e di classe che hanno un’altra religione/cultura e portano il velo o si vestono in maniera diversa dalla massa e da altre persone che presentano caratteristiche fisiche diverse dalle loro (“troppo grassi”, “troppo magri” e via di questo passo…). Il bullo e/o il cyberbullo si crede un eroe, soprattutto se viene sostenuto da altri che incoraggiano le sue azioni.

Per cui, la terapia psicologica che propongo lavora su alcuni aspetti fondamentali della psicologia del bullo, che riguardano soprattutto la difficoltà nell’autocontrollo, la scarsa capacità di elaborare gli impulsi e il passaggio all’atto. Un altro obiettivo riguarda anche l’elaborazione di alcune delle credenze irrazionali che per il bullo sono la “verità”.

 

Inoltre, svolgo progetti d’intervento, i cui obiettivi principali sono la riduzione del recidivismo delle azioni devianti, la prevenzione e il miglioramento del benessere psicologico del minore e della sua famiglia.